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Domenica 28 Agosto 2016

XXII Domenica
del tempo Ordinario (C)

Prima Lettura

Dal libro del Siràcide (3,17-18.20.28-29)

Figlio, nella tua attività sii modesto,
sarai amato dall'uomo gradito a Dio.

Quanto più sei grande, tanto più umiliati;
così troverai grazia davanti al Signore;
perché dagli umili egli è glorificato.
Una mente saggia medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

L'acqua spegne il fuoco acceso,
l'elemosina espia i peccati.

 

* In un periodo come quello dell'ellenismo, nel quale il ceto colto d'Israele va cercando consolazione e rimedio nella filosofia straniera, si ribadisce la superiorità della dottrina sapienziale ebraica, rifacendosi ai tesori della religione e della spiritualità veterotestamentarie. La meditazione è ascolto delle parabole, cioè del linguaggio di Dio espresso attraverso i «segni».

Salmo Responsoriale (dal Salmo 67)

Sei tu, Signore, il Padre degli umili.

I giusti si rallegrino,
esultino davanti a Dio
e cantino di gioia.

Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
«Signore» è il suo nome,
gioite davanti a lui.

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
Ai derelitti Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.

Pioggia abbondante riversavi, o Dio,
rinvigorivi la tua eredità esausta.
E il tuo popolo abitò il paese
che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero.

Seconda Lettura

Dalla lettera agli Ebrei (12,18-19.22-24)

Fratelli, voi non vi siete accostati a qualche cosa di tangibile, né a fuoco ardente, né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano che Dio non rivolgesse più a loro la parola. Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all'adunanza festosa e all'assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti portati alla perfezione, al Mediatore della Nuova Alleanza.

 

* Gesù ha instaurato una nuova Alleanza con Dio, e la sua presenza fra gli uomini ha il volto della misericordia, della festa, della comunità di amore completamente nuova. Questa comunità di amore a cui apparterremo totalmente nella Gerusalemme Celeste, e a cui già fin d'ora siamo «accostati» per mezzo di Gesù, è tutta investita dalla Presenza di Dio (il monte è abitazione di Dio); è riempita dal trono di Dio davanti a cui stanno ritti i morti grandi e piccoli per essere giudicati (cf Ap 20,11), e dai giusti (coloro che hanno creduto) giunti alla perfezione mediante la fede in Gesù, l'unico, perfetto, insostituibile, divino Mediatore dell'Alleanza di salvezza tra Dio e gli uomini.

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il Signore mi ha mandato
ad annunziare ai poveri la buona novella,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.

Alleluia.

Vangelo

† Dal vangelo secondo Luca (14,1.7-14)

Avvenne un sabato che Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo.

Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cèdigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch'essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

 

* Il Regno di Dio viene tra gli uomini; esso è destinato in modo particolare ai poveri, ai disprezzati; ai piccoli e agli umili. Con il «discorso agli invitati» (14,7-11), Gesù si rivolge contro la vanagloria dei farisei e presenta una regola di buona condotta sul modo di comportarsi a tavola (cfr Pro 25, 6s), che nello stesso tempo si riferisce al modo di agire di Dio. Nell'ultimo giorno Dio umilierà i superbi ed esalterà gli umili. La superbia dei farisei è un ostacolo alla fede in Gesù.

SPUNTI DI RIFLESSIONE

«Chi si umilia sarà esaltato»

Gesù è in casa di un fariseo. Vi è invitato per aver modo di trovare qualche trasgressione di cui accusarlo. Gli «osservatori» tuttavia, sono già stati «osservati» da Gesù: fin dal loro arrivo, essi dànno la caccia ai primi posti.
L'umiltà è ricerca dell'ultimo posto. Le convenienze sociali esigono di non farsi avanti quando si è invitati a nozze, ma che modestamente ci si tenga indietro, sottolinea Gesù in forma di parabola. Il padrone che invita, assegnerà lui, il posto. Non tocca all'ospite sceglierlo. La punta della parabola sta nell'ultimo versetto: «Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato». Si tratta infinitamente di più che di una massima di buona educazione a tavola. Gesù guarda al Regno e ha di mira l'invito a banchetto nel Regno del Padre. Per aver posto a quella tavola occorre farsi molto piccoli.
Abbassarsi agli occhi di Dio significa scegliere di mettersi a sua disposizione per fare ciò che Egli vorrà. L'apostolo deve essere convinto che non è la sua azione, per quanto nobile, a rendere più degna la tavola del Padre, quanto la capacità di rinunciare alla sua giustizia e di azzerarsi di fronte alle persone stesse a cui deve portare l'annuncio del Regno. Gandhi diceva: «Devo ridurmi a zero; finché un uomo non si considera spontaneamente l'ultimo, non vi è salvezza per lui»; né, tantomeno, evangelizzazione.
L'umiltà è amore disinteressato. La parola rivolta da Gesù a colui che lo ospita è una norma di condotta che acquista un significato più alto in riferimento alla ricompensa finale di Dio. La ricompensa Gesù la rimanda all'aldilà, «alla risurrezione dei buoni». Quello che si compie sulla terra è già l'inizio di una realtà ultraterrena. Solo una generosità disinteressata sarà ricompensata da Dio. Gandhi commentava: «L'amore è l'ultimo limite dell'umiltà».

LA PAROLA PER ME OGGI

Dalla prima Lettura questi preziosi inviti:
- la modestia davanti agli uomini è umiltà davanti a Dio. (Gesù ha perfezionato questa dottrina portandola alle estreme conseguenze; Lui, Maestro e Signore, si è abbassato a lavare i piedi ai suoi discepoli e ha confermato questo esempio insegnando: «Chi tra voi è il primo, si faccia l'ultimo di tutti e il servo di tutti»).
- la dimenticanza di sé è rimedio efficace per spegnere il fuoco delle passioni e non cedere alla tentazione. Essere totalmente dono agli altri è una eccellente maniera di dimenticarsi.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA

O Dio, che chiami i poveri e i peccatori alla festosa assemblea della nuova alleanza, fa' che la tua Chiesa onori la presenza del Signore negli umili e nei sofferenti, e tutti ci riconosciamo fratelli intorno alla tua mensa. (dalla Colletta)