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Venerdì 24 Ottobre 2014

Venerdì della XXIX settimana
del tempo Ordinario (II)

Prima Lettura

Dalla lettera di San Paolo Apostolo agli Efesìni (4,1-6)

Fratelli, vi esorto io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.

Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

 

* C'è un parallelismo fra il vivere degnamente "la vocazione cristiana" e "l'adoperarsi a conservare l'unità dello Spirito": un cristiano deve, per vocazione e professione di fede cristiana, avere la passione dell'unità della Chiesa, per amore della verità di Dio che è il solo e valido fondamento dell'unità voluta e data dallo Spirito alla Chiesa di Cristo.

Salmo Responsoriale (dal Salmo 23)

Chi cerca il Signore vedrà la sua salvezza.

Del Signore è la terra e quanto contiene,
l'universo e i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondata sui mari,
e sui fiumi l'ha stabilita.

Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna.

Questi otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore,
perché sappiamo comprendere i segni dei tempi nuovi.

Alleluia.

Vangelo

† Dal vangelo secondo Luca (12,54-59)

In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e cosi accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipòcriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».

 

* «Diceva anche alle folle»: il discorso che Gesù fa ora è rivolto a tutti e non solo ai responsabili delle comunità. A tutti incombe, quindi, il dovere di saper leggere il tempo presente, che è un tempo fatale; e di saper giudicare ciò che è giusto, cioè conforme alla volontà di Dio nella loro vita.

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Con Gesù cieli nuovi e terra nuova

Il tempo della decisione urge: Gesù con una parabola fa vedere che l'uomo è come uno che viene trascinato davanti al giudice per essere giudicato. Mentre è in via, ha ancora tempo di mettersi d'accordo con il suo avversario e di salvarsi. Però è già sulla strada del tribunale.

L'umanità peccatrice è citata dinanzi al tribunale di Dio. La vita è una via che porta al giudizio; la storia del mondo è una strada che mena al giudizio universale. Finché gli uomini sono ancora in vita, hanno la possibilità di salvarsi; devono però decidersi per Cristo.

Il Signore verrà

Gesù costituisce la fine della storia, quindi la fine del tempo. La sua venuta è la suprema sua autorivelazione. Per i malvagi sarà l'istante dell'estremo scontro col bene, rifiutato nella più lucida consapevolezza; coinciderà, quindi, nella fissazione di tutta la loro persona nella condanna eterna.

Gesù lo incontriamo ogni giorno. Anticipazione di quel definitivo incontro sono i rapporti quotidiani col prossimo nel quale Gesù si identifica: ogni uomo in cui ci imbattiamo è Cristo che torna a noi. La data della Parusìa non la conosciamo, prima ci sarà l'annuncio del Vangelo in ogni parte.

La vigilanza è necessaria per il carattere imprevedibile del ritorno di Cristo, come è imprevedibile anche la morte.

Una domanda: perché il Signore tarda a venire? È la domanda dei servi: perché la Parusìa ritarda?

Il Signore vuole che il mondo giunga a tutto lo sviluppo che lui desidera; per la nostra salvezza vuole che ci rendiamo conto attraverso tentativi ed esperienze senza risultato, del bisogno che abbiamo che Cristo ritorni e ci dia tutto: la pace, la vita, la comunione, l'amore, la luce.

È necessario che il mondo impari a dire con la Chiesa e con lo Spirito Santo: Vieni!

LA PAROLA PER ME OGGI

Oggi è il giorno opportuno per riconciliarci con l'"avversario", con chiunque abbia qualcosa contro di noi. Il tempo presente ci è dato per andar d'accordo con lui considerandolo come fratello, e così diventare misericordiosi come il Padre (Lc 6,36).

LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Spalanca i nostri occhi, Signore, perché sappiano scrutare oltre l'universo, con tutti i suoi misteri, i segni della tua presenza; e nel tempo di grazia, che è il nostro oggi, impareremo ad accogliere la tua salvezza.