Il messalino quotidiano è un servizio informatico offerto da CathoMedia.

È possibile scaricare il prodotto completo per windows, anche in versione dimostrativa, collegandosi alla pagina http://www.cathomedia.it/software.

Martedì 25 Febbraio 2020

Martedì della VII settimana
del tempo Ordinario (II)

Prima Lettura

Dalla lettera di San Giacomo apostolo (4,1-10)

Carissimi, da che cosa derivano le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che combattono nelle vostre membra? Bramate e non riuscite a possedere e uccidete; invidiate e non riuscite ad ottenere, combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri. Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio?

Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi? Ci dà  anzi una grazia più grande; per questo dice: "Dio resiste ai superbi; agli umili invece dà la sua grazia".

Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Purificate le vostre mani, o peccatori, e santificate i vostri cuori, o irresoluti. Gemete sulla vostra miseria, fate lutto e piangete; il vostro riso si muti in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.

 

* Giacomo è preoccupato per i conflitti che nascono nelle comunità cristiane e cerca di individuarne le cause.
Uno dei motivi di discordia tra cristiani è la ricerca del piacere (v.1; cfr Gc 1,14-15). è chiaro che Giacomo pensa al desiderio dei beni materiali, come il denaro o il prestigio. Il secondo motivo di conflitto è la gelosia (vv. 2-3): si desidera ciò che è degli altri e, per averlo, li si attacca. Talvolta la gelosia si trasforma perfino in preghiera.
Terzo motivo di discordia: l'amore del mondo (vv. 4-6). Il mondo rende l'uomo «adultero» perché lo spinge a rompere l'unione che lo lega a Dio (cfr Mt 12,39; 16,4); fa in modo che sia attaccato ai beni della terra, invece di vivere con Dio, come se fosse possibile servire contemporaneamente due padroni (cfr Mt 6,24).

Salmo Responsoriale (dal Salmo 54)

Chi spera nel Signore non resta deluso.

Chi mi darà ali come di colomba,
per volare e trovare riposo?
Ecco, errando, fuggirei lontano,
abiterei nel deserto.
Riposerei in un luogo di riparo
dalla furia del vento e dell'uragano.

Disperdili, Signore,
confondi le loro lingue:
ho visto nella città violenza e contese.
Giorno e notte si aggirano sulle sue mura.

Getta sul Signore il tuo affanno
ed egli ti darà sostegno,
mai permetterà che il giusto vacilli.

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Se il chicco di grano caduto in terra non muore,
rimane solo;
se invece muore, produce molto frutto.

Alleluia.

† Dal vangelo secondo Marco (9,30-37)

In quel tempo, Gesù e i discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà». Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni.

Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.

Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti». E preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

* Per la seconda volta Gesù rivela ai suoi discepoli la sua prossima Passione (v. 30). Di proposito ha abbandonato la predicazione alle folle (v. 29), assolutamente incapaci di comprenderlo, e si limita alla formazione dei discepoli.

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Il Figlio dell'uomo, destinato alla morte. Qui abbiamo una nuova dichiarazione di Gesù sulla sua passione. Di particolare c'è l'insistenza sul fatto che egli sarà «consegnato nelle mani degli uomini», il che è molto peggio che cadere nelle mani di Dio (2 Sam 24,14; Sir 2,18), prospettiva senz'altro terribile (Eb 10,31), ma dove almeno resta un posto per la misericordia e la pietà (Mt 18,33).

Gioia e paura del futuro

Quando un uomo si stacca da questo mondo,nasce nel cuore l'angoscia.
Che ci riserva il futuro? Il futuro ci sveglia al mistero del tempo. Il tempo corre dal principio alla fine; ma la nostra consapevolezza del tempo va in direzione opposta. Comincia con la paurosa previsione della fine. Noi vediamo il passato e il presente alla luce del futuro.
Mistero del futuro! L'immagine del futuro fa sorgere in ognuno di noi sentimenti contrastanti.
L'attesa del futuro ci da un sentimento di gioia, soprattutto durante la prima parte della nostra vita, attendiamo con impazienza e con gioia il futuro, ce lo immaginiamo roseo, bellissimo, lo sogniamo. Più tardi l'attesa del futuro suscita nel nostro cuore sentimenti contrastanti come l'angoscia di ciò che ci nasconde il futuro.
Di solito, volgendo lo sguardo al futuro immediato, a quello che ci attende, percorrendolo, lavorando per esso, sperandolo, desiderandolo e allo stesso tempo allontanando dalla nostra coscienza la fine di questo futuro. Forse non potremo vivere se non facessimo così, per la maggior parte del nostro tempo. Ma forse non sapremo mai morire se facessimo così.
Chi non sa morire, non sa veramente vivere.
Molti si immaginano che il futuro non finisca mai perché mettono la speranza di una lunga vita fra il presente e la morte. Per essi è decisivo ritardare la fine.
Noi andiamo verso un qualche cosa che non è ancora, ma veniamo anche da qualche cosa che non c'è più. Ci fu un tempo che non fu il nostro tempo; ne sentiamo parlare da quelli che sono più vecchi di noi; ce lo dicono i libri di storia, e noi cerchiamo di immaginarci l'incocepibile serie di anni in cui non c'eravamo né noi né chi potesse parlarcene. Ci è difficile immaginare il nostro "non essere più", ma è ugualmente difficile immaginare il "non essere ancora".
Vogliamo sapere della vita dopo la morte, ma è raro che ci preoccupiamo di ciò che esisteva prima della nostra nascita.
Il presente condensa il passato e prepara il futuro.

LA PAROLA PER ME OGGI

La logica del Regno è opposta a quella del mondo, chi vuole essere primo deve scegliere l'ultimo posto, mettendosi con gioia al servizio di chi gli vive accanto. Oggi facciamoci quindi "ultimi di tutti" servendo in maniera concreta i nostri fratelli.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Rendici simili a te, Gesù.
La tua logica così diversa, scalfisca il nostro orgoglio,
e ci insegni a chinare il capo,
a metterci con umiltà a servizio degli altri,
come te, che non sei venuto per essere servito,
ma per servire e dare la tua vita.