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Giovedì 23 Ottobre 2014

Giovedì della XXIX settimana
del tempo Ordinario (II)

Prima Lettura

Dalla lettera di San Paolo Apostolo agli Efesìni (3,14-21)

Fratelli, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore.

Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

 

* Paolo chiede a Dio di mettere nei nostri cuori la forza stessa di Dio: questa forza ci verrà dallo Spirito Santo, perché ogni opera di trasformazione e di santificazione è attribuita a Lui: lo Spirito ci darà la sua forza per trasformarci in uomini interiori. Inoltre ci fa capire che non bisogna contrapporre "conoscenza" ad amore. La conoscenza cristiana non è puramente intellettuale, non è una conoscenza astratta; è una conoscenza interiore ad ogni uomo; fa conoscere, accettare e amare Dio, in un unico slancio. Non si può separare la fede dalla carità, una fede senza carità e una carità senza fede non sono cristiane. Benché questa carità di Cristo "sorpassi ogni conoscenza", Paolo prega perché noi l'otteniamo. Il che equivale a dire che l'amore di Cristo lo conosce solo chi, cercando di comprenderlo, si è accorto che esso è incomprensibile, insondabile: oggetto di una meraviglia sempre nuova, che non si esaurirà nemmeno presso Dio per tutta l'eternità.

Salmo Responsoriale (dal Salmo 32)

Della grazia del Signore è piena la terra.

Esultate, giusti, nel Signore:
ai retti si addice la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia,
della sua grazia è piena la terra.

Il piano del Signore sussiste per sempre,
i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.
Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
il popolo che si è scelto come erede.

Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme,
su chi spera nella sua grazia,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.

La parola di Dio è viva, efficace;
penetra fino al punto di divisione
dell'anima e dello spirito.

Alleluia.

Vangelo

† Dal vangelo secondo Luca (12,49-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

 

* «Sono venuto a portare un fuoco... ho un battesimo da ricevere...»: è il vivo desiderio di Gesù di passare attraverso il fuoco purificatore della passione e morte. Così questo fuoco sta in parallelo con il battesimo: Gesù desidera passare attraverso la acque purificatrici del sacrificio della croce.
"La pace... No... ma la divisione": Luca ama il messaggio neotestamentario sulla pace, dono messianico per eccellenza, sintesi di tutti i doni di Dio all'uomo, ma ci tiene a specificare che non si tratta di quieto vivere, non si tratta neppure della pace terrena e facile, promessa tante volte dai falsi profeti. Essa deve fare i conti con le esigenze radicali del vangelo, con la fedeltà assoluta al Signore: perciò può comportare divisioni.

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Una pace di "fuoco"

Il Vangelo oggi ha parole da intendere bene. Gesù infatti è venuto a portare la pace: ma la pace frutto di conversione alla verità e di fede in Dio che è Padre della vita e della dignità di tutti. Più accoglieremo Dio come Padre e più saremo fratelli nella pace. Però Gesù contesta la pace frutto di compromesso: questa pace è una menzogna. Gesù contesta la pace frutto di silenzio: questa pace è disimpegno. Gesù è venuto a dire e a portare una precisa verità nel nome di Dio: ma la verità è scomoda, la verità crea divisione, la verità innervosisce tutti coloro che vogliono la menzogna. Allora non diremo più la verità? No, diremo la verità e affronteremo la persecuzione. La vita di fede infatti non è un gioco: la fede vera sconvolge letteralmente la vita. Credere in Cristo, infatti, significa organizzare la vita in modo completamente nuovo. Chiediamolo ai convertiti. È questo il senso delle Parole di Gesù: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra». I primi cristiani meravigliosamente vissero il fuoco della fede e con le parole e la vita creavano crisi, ripensamento. Essi si opposero al culto dell'imperatore romano in nome dell'uguaglianza di tutti gli uomini e affrontarono la persecuzione per restare fedeli al Vangelo. I primi cristiani credevano davvero che chi perde la vita per il Signore, la salva per l'Eternità.

LA PAROLA PER ME OGGI

Perché noi non siamo perseguitati? Perché spesso addomestichiamo la fede: tutto sommato è comodo cambiare la fede invece di cambiare la vita. Quanto è comune e quanto è triste questo atteggiamento! Pensaci oggi.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Gesù tu sei venuto a portare il fuoco: fa' che arda nei nostri cuori e noi, liberati dalla paura, saremo capaci di testimoniare la tua verità, a qualunque costo.