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Martedì 31 Maggio 2016

Visitazione
della Beata Vergine Maria

festa

Prima Lettura

Dal libro del profeta Sofonìa (3,14-18)

Gioisci, figlia di Sion,

esulta, Israele,
e rallegrati con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d'Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non vedrai più la sventura.

In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion,
non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore tuo Dio in mezzo a te
è un salvatore potente.
Esulterà di gioia per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
si rallegrerà per te con grida di gioia,
come nei giorni di festa».

 

* Gli annunci sono diretti alla figlia di Sion, cioè a Israele personificato ed hanno per oggetto la gioia messianica. Il testo dice: "Sion (o Gerusalemme o il popolo di Dio) deve rallegrarsi perché il Signore ha mutato atteggiamento; Sion non ha nulla da temere perché il Signore è con lei. Il Signore la fa gioire rinnovando il suo amore di un tempo".

Prima lettura (opzionale)

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (12,9-16)

Fratelli, la carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.

Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore.

Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità.

Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto.

Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili.

 

* Il comandamento dell'amore non si riferisce solo ai fratelli di fede ma comprende anche quelli di fuori, persino i nemici. L'amore del prossimo ci vieta di maledire i persecutori. Noi non dobbiamo mai ricambiare il male col male.

Salmo Responsoriale (Cantico: Cantico dei Cantici 2,8.10-14)

La tua visita, Signore, ci colma di gioia.

Una voce! Il mio diletto!
Eccolo, viene saltando per i monti,
balzando per le colline.

Ora parla il mio diletto e mi dice:
«Alzati, amica mia,
mia tutta bella, e vieni!
Perché, ecco, l'inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n'è andata.

I fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
Il fico ha messo fuori i primi frutti
e le viti fiorite spandono fragranza.

Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!
O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è leggiadro».

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Maria si mise in viaggio, sollecita, verso la montagna;
alla voce del suo saluto, Elisabetta trasalì di gioia.

Alleluia, alleluia.

Vangelo

† Dal vangelo secondo Luca (1,39-56)

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».

Allora Maria disse:

«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

* In questa salita della giovanissima Maria "verso la montagna", Luca, che scrive probabilmente dopo l'assunzione in cielo della "Madre di Dio", non vuole forse indirizzare i nostri cuori verso le alture celesti, ben diverse da quelle di Ain Karem in Giudea? L'espressione "in fretta" indica lo slancio dell'amore. Maria è la tutta-gioia.

SPUNTI DI RIFLESSIONE

In fretta

Luca evoca una partenza rapida. Maria partì in fretta; non lo fece per cercare una conferma di quanto le era stato annunciato, ma per dire la sua gioia e recare un beneficio. La Madre di Dio era già una mediatrice di grazia.

Maria entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Elisabetta è figura di Israele: anziana, di famiglia sacerdotale, madre del precursore. Maria è figura della Chiesa: giovane, vergine, madre del Messia. Il saluto di Maria rivela la presenza di Dio a colei che egli onorava. Quando Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino balzò nel suo seno ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo.

Il Magnificat è il canto dell'Incarnazione.

Il cuore di Maria è un cuore che canta la lode di Dio. La Vergine riesce ad abbozzare , nel suo cantico una storia universale. Ella offre, con qualche colpo d'ala, la sua filosofia della storia. È la storia di Dio nel mondo. Ma è anche la storia di Maria in Dio. La sintetizza in questa formula: Dio abbassa i potenti ed esalta gli umili. La Sua misericordia non è sterile, la sua compassione è azione che abbatte i limiti invalicabili dell'uomo. Dalla mano potente di Dio è salvato l'umile ed è vinta la stoltezza del cuore orgoglioso. È capovolto il destino dell'uomo, rivoluzionata la sua esistenza di male e di sofferenza, di dominio e di oppressione, di schiavitù e di sudditanza. L'uomo vero si innalza nella sua dignità di amato da Dio.

LA PAROLA PER ME OGGI

Con gioia voglio cantare oggi il Magnificat, ringraziando il Padre per tutte le meraviglie che ha compiuto in Maria e per Lei in tutta l'umanità.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Spirito Santo, che adombrasti la Vergine Maria e la rendesti Madre di Gesù, noi ti preghiamo: apri il nostro cuore alla tua Parola, donaci di accogliere Gesù, Verbo del Padre.

Spirito Santo, che posasti su Elisabetta e le donasti di riconoscere il Messia, noi ti preghiamo: illumina gli occhi del nostro cuore perché sappiamo riconoscere Gesù il Signore.