Il messalino quotidiano è un servizio informatico offerto da CathoMedia.

È possibile scaricare il prodotto completo per windows, anche in versione dimostrativa, collegandosi alla pagina http://www.cathomedia.it/software.

Domenica 23 Novembre 2014

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo (A)

solennità

Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechiele (34,11-12.15-17)

Così dice il Signore Dio: "Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge, quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi, dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.

Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
A te, mio gregge, dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri".

 

* Ezechièle, dopo Geremia, annuncia che Dio ritirerà la carica di pastori ai re e ai capi indegni e si occuperà lui stesso della prosperità del gregge.
Dio definisce così la sua azione pastorale: cercherà le pecore "disperse" (dopo le due prese di Gerusalemme); le passerà in rassegna, cioè le conoscerà personalmente, nome per nome; le radunerà.

Salmo Responsoriale (dal Salmo 22)

Tu mi conduci, Signore, nel regno della vita.

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (15,20-26.28)

Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, cosi tutti riceveranno la vita in Cristo.

Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.

Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte.

E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

 

* "Tutti riceveranno la vita in Cristo". Due grossissimi avvenimenti già balenano all'orizzonte: la risurrezione universale e la consegna del Regno del Figlio dell'Uomo a Dio Padre. Gesù con la sua risurrezione è la prima cellula dell' universo rinnovato.

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io sono l'Alfa e l'Omega, colui che è, che era e che viene:
tenete saldo il dono della fede fino al mio ritorno.

Alleluia.

† Dal vangelo secondo Matteo (25,31-46)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?

Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.

Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".

 

* Tutte le nazioni hanno un appuntamento finale con Gesù, Figlio dell'uomo, nella sua venuta o parusìa, sfolgorante di luce (= nella gloria), cosmico (= con gli angeli), Re (= sul trono), giudice sovrano (= separerà gli uni dagli altri). Una piccola parabola: "Il pastore separa le pecore dai capri e pone le pecore, docili, a destra (= la destra indica protezione, familiarità) e i capri, indocili, a sinistra (= la sinistra significa repulsione, allontanamento, noncuranza)".

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Il Regno dove il povero è Re

Il criterio del giudizio finale da parte del re nella parabola è l'atteggiamento di amore che gli uomini avranno preso in rapporto a Gesù, sia direttamente, sia nella persona dei suoi discepoli. Sono enunciate 6 opere di misericordia corporale e, in senso traslato, spirituale: "affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato".
La ricompensa dei giusti è formulata in tre proposizioni:

1° "benedetti dal Padre mio": avranno tutte le grazie e i favori di Dio Padre; perfetta realizzazione di se stessi;
2° "riceverete in eredità il regno preparato per voi": regneranno come figli di Dio e Dio sarà tutto in tutti;
3° "i giusti se ne andranno alla vita eterna": un'esistenza di vita inimmaginabile, perché "partecipi della stessa natura divina".

Gli uomini saranno giudicati sulla loro accoglienza o rifiuto al Cristo, visto in ogni infelice e sventurato. Essere discepoli di Gesù vuol dire dare la preferenza e consacrare la propria vita ai diseredati, agli umili, ai miseri, agli emarginati. "Il re dirà: l'avete fatto a me". Gesù è un Re di misericordia e di amore. Gli uomini riconosceranno in noi il Cristo se noi, suoi discepoli, l'avremo riconosciuto, amato e servito in ogni uomo, ricco o povero.

L'opera di misericordia che condensa tutto è "evangelizzare i poveri". "E se ne andranno, questi al supplizio eterno e i giusti alla vita eterna". I malvagi, i reprobi, ricevono un triplice castigo: 1° "via, lontano da me": è l'allontanamento da Dio per sprofondare in un orribile deserto senza gioia e senza amore: la solitudine eterna, la massima noia e frustrazione; 2° "maledetti": Gesù non dice "da parte del Padre": Dio è amore e non maledice nessuno; sono i dannati che si automaledicono e si maledicono tra loro; 3° "fuoco eterno, supplizio eterno": il fuoco è l'espressione della massima pena, è l'universo che si rivolta contro il malvagio.

La tomba aperta di Cristo

Uno scrittore francese Leòn Bloy, che amava i paradossi, era solito dire: "Quando voglio sapere le ultime notizie, leggo San Paolo". La notizia più bella è la seguente: "Cristo è risuscitato dai morti", è il primo ad essere tornato dall'aldilà, dal regno dei morti. Gesù Cristo, il Risorto, è il nuovo Adamo che, capofila della nuova umanità, la conduce non alla morte, ma alla vita, alla casa del Padre. Con la risurrezione-primizia, il futuro è già incominciato.
Come la vita terrena di Gesù si è chiusa con la vittoria sulla morte, così la vita e la storia dell'umanità si chiuderà con l'annientamento della morte. Nessuno potrà arrestare il fiotto di vita che scaturisce dalla tomba aperta del Cristo. Vincitore della morte, Cristo è il Signore dell'avvenire: "tutto gli sarà sottomesso".

LA PAROLA PER ME OGGI

"Dio sarà tutto in tutti". Con questa certezza, dovremmo vivere nel presente come uomini che vengono dal futuro. Fa' in modo che le tue scelte di oggi siano tutte preparazione al Regno di Dio.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA

O Padre, che hai posto il tuo Figlio come unico re e pastore di tutti gli uomini, per costruire nelle tormentate vicende della storia il tuo regno d'amore, alimenta in noi la certezza di fede, che un giorno, annientato anche l'ultimo nemico, la morte egli ti consegnerà l'opera della sua redenzione, perché tu sia tutto in tutti. Egli è Dio... (dalla Colletta)